domenica, 10 agosto 2008, ore 01:15
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Sono sicuro che quando tornerò avrò di meglio da annotare, mi accingo ad accarezzare di nuovo quel bel pezzo di Sardegna che più di tutti profuma ancora d'antico e secolare.
Almeno, un modo per ricaricare la molla del pensiero come il fido tic toc.
Stasera mi è capitato di ricordare cose che la forza delle abitudini ti fa dimenticare. Come le serate al cinema di paese con quelle figure quasi diafane che sono gli amici di un tempo. O come quando Jessica mi raccontava tutta la trama - per filo e per segno - di " Gokinjo Monogatari ", e io credevo fosse solo un modo per tediarmi fino alla morte.
- Dai è un cartone troppo ridicolo per essere vero.
- Quando lo capirai non ti servirà più a niente.
E andava via con uno sbuffo tra il contrariato e il deluso.
Le storie di un tempo. La cosa che mi mette i brividi è che quel momento, che tutti attraversiamo nella nostra esistenza, ripieni di speranza e desiderio come tacchini al Ringraziamento, e talmente ingenui da divenire sfrontati, sembra essere tramontato dietro una montagna di carogne. Sfrontati, ma non è lo stesso senza ingenuità. E così, quasi tutti quelli su cui riponevi la tua fiducia ( in ogni campo e con ogni gradazione, il discorso non cambia), col tempo si sono scissi in quelle figure diafane di cui vi parlavo, e se guardi bene, anche in quella montagna di carogne.

CF
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sabato, 02 agosto 2008, ore 02:11
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Chissà quale sarà il mio Orso, o se sarò uno dei tanti Re dei Topi.
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mercoledì, 30 luglio 2008, ore 01:58
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Non lo so, sto continuando ad ascoltare questa canzone da circa due ore filate. Mi viene da pensare solo a quella fisarmonica che spezza grandiosa un precedente, piccolo istante di silenzio, un pò come - mi immagino - dovrà essere la mia esistenza: un istante di silenzio rotto dalla più attesa esplosione di melodia.
Eh già, happy birthday, e chi se ne fotte.
Per fortuna non sono uno scaramantico. Io credo che la sorte stia tutta al momento in cui facciamo il primo respiro di quest'aria. In giorni come questi penso di essere molto particolare. Insomma, lo penso sempre, ma in giorni come questi di più.
A volte penso a come la vita dei più prossimi a me si srotoli così, lineare e prevedibile, tanto che riesco a capire prima anche di essi stessi che cosa diranno o faranno. Sensibilità, sesto senso, chiamatela come volete, io la chiamo solo spirito di osservazione. Eh sì, osservo, cerco di capire i comportamenti, ma l'unica cosa che mi viene in mente da tutte le azioni apparentemente prive di senso che vedo, è che si vive come si sogna, perfettamente soli.

martedì, 29 luglio 2008, ore 18:31
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Ma forse sono io, che vengo dalla Luna.
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lunedì, 28 luglio 2008, ore 10:54
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Amìala ch'â l'arìa amìa cum'â l'é
amiala cum'â l'aria ch'â l'è lê ch'â l'è lê
amiala cum'â l'aria amìa amia cum'â l'è
amiala ch'â l'arìa amia ch'â l'è lê ch'â l'è lê


nera che porta via che porta via la via
nera che non si vedeva da una vita intera così dolcenera nera
nera che picchia forte che butta giù le porte

nu l'è l'aegua ch'à fá baggiá
imbaggiâ imbaggiâ


nera di malasorte che ammazza e passa oltre
nera come la sfortuna che si fa la tana dove non c'è luna luna
nera di falde amare che passano le bare

âtru da stramûâ
â nu n'á â nu n'á


ma la moglie di Anselmo non lo deve sapere
ché è venuta per me
è arrivata da un'ora
e l'amore ha l'amore come solo argomento

e il tumulto del cielo ha sbagliato momento
acqua che non si aspetta altro che benedetta
acqua che porta male sale dalle scale sale senza sale sale
acqua che spacca il monte che affonda terra e ponte

nu l'è l'aaegua de 'na rammâ
'n calabà 'n calabà

ma la moglie di Anselmo sta sognando del mare
quando ingorga gli anfratti si ritira e risale
e il lenzuolo si gonfia sul cavo dell'onda
e la lotta si fa scivolosa e profonda

amiala cum'â l'aria amìa cum'â l'è cum'â l'è
amiala cum'â l'aria amia ch'â l'è lê ch'â l'è lê


acqua di spilli fitti dal cielo e dai soffitti
acqua per fotografie per cercare i complici da maledire
acqua che stringe i fianchi tonnara di passanti

âtru da camallâ
â nu n'à â nu n'à

oltre il muro dei vetri si risveglia la vita
che si prende per mano
a battaglia finita
come fa questo amore che dall'ansia di perdersi

ha avuto in un giorno la certezza di aversi
acqua che ha fatto sera che adesso si ritira
bassa sfila tra la gente come un innocente che non c'entra niente
fredda come un dolore Dolcenera senza cuore

atru de rebellâ
â nu n'à â nu n'à


e la moglie di Anselmo sente l'acqua che scende
dai vestiti incollati da ogni gelo di pelle
nel suo tram scollegato da ogni distanza
nel bel mezzo del tempo che adesso le avanza

così fu quell'amore dal mancato finale
così splendido e vero da potervi ingannare

Amìala ch'â l'arìa amìa cum'â l'é
amiala cum'â l'aria ch'â l'è lê ch'â l'è lê
amiala cum'â l'aria amìa amia cum'â l'è
amiala ch'â l'arìa amia ch'â l'è lê ch'â l'è lê

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domenica, 20 luglio 2008, ore 01:18
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Esti una notte'e luna, ma niente speranze. Anzi a dirla tutta niente notte.
Se non per:

-Basta, ora scendo e ve la do.
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mercoledì, 09 luglio 2008, ore 22:14
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Una cosa è stata appurata durante la cena di stasera.
Mi rifiuto di capire attraverso categorie altrui. Ora il punto resta che non voglio sapere altro.

domenica, 06 luglio 2008, ore 01:17
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- Spesso ho sognato di vivere in un piccolo paesino affacciato sul mare, di essere la figlia di una modesta famiglia di pescatori, svegliarmi presto, all'alba e stare sempre in mare. Avere la pelle invecchiata dal sole e dalla salsedine, la semplicità.
- E ti sei mai chiesta che cosa significhi questo sogno?
- No. Non tutto deve avere per forza una spiegazione.

Santa verità. Non puoi, né devi dare una spiegazione a ogni cosa. Alcune di esse esistono, senza motivo pratico, solo per essere sognate, così come sono.
Perfette e compiute, assaporate dall'origine alla fine, in un solo istante, nella loro semplicità.

lunedì, 30 giugno 2008, ore 18:17
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Questa favola, scritta sugli altipiani ogliastrini, terra fatta di persone più che di cose, incomincia dalla morale: c’è e ci sarà sempre da lavorare duro per quelli come noi.
E no, non riesco proprio a credere in un Dio che si appropria sempre delle commedie e sparisce sul culmine della tragedia, ma anche dire questo non sarebbe giusto. Il fatto è semplice: si vive come si sogna, perfettamente soli. Quindi olio di gomito, il traguardo è sempre lontano, e quando credi di scorgerlo, attento, ché la mazzata sarà niente altro che più forte.
E in momenti come questi ringrazio di avere una schiena abbastanza forte, e di avere ancora abbastanza pagine bianche nel mio libro; non fossi stato io sarebbe stata dura.
Ed è in momenti come questi che maledico di aver perso tutte le lacrime in non so in quale angolo della mia Storia, e resto come condannato a cadere nei corridoi del mio pensiero, finchè il tempo, che io non riesco mai a comprendere, non si rivela il mio unico amico utile.
Per fortuna sono la persona che si ritrova a ridere da solo, di gusto nel bagno di una fine pizzeria nel cuore di questa terra, a ridere di gusto, pensando che tanto hai voglia di darmi mazzate, non sarò di certo io quello che si stanca per primo.

 

Io rido di gusto.


domenica, 22 giugno 2008, ore 00:38
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Sento in me una forte voglia di non fare niente, prendere baracca e burattini e dire: grazie della serata, ma adesso devo farmi i cazzi miei. Eppure dall'altro lato, so che cosa sono e chi sono, e dove sto andando, e non ci sono calcoli nè scrupoli. Ho sempre pensato e penso ancora che'unico modo per raggiungere due punti è andare dritti, ed è esattamente quello che sto facendo.
A breve aggiungerò qualcosa.
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